Non mi addentrerò certo in discussioni politiche.
Volevo solo scrivere questo: ma delle signore ministre, quante hanno un paio di bambini, magari piccoli, una laurea e delle precarie esperienze di lavoro, nessun appoggio politico/finanziario/di status sociale materno o paterno, un marito con un lavoro normale? No perché mi sa che così non cambia nulla nemmeno stavolta...
Tra le più giovani, che ancora non hanno famiglia (e tutte sappiamo che quando lo provi capisci com'è) e quelle che i figli sono ormai grandi e sopra a tutto lo schiacciamento immenso che l'apparato opera sulle esigenze dei più "deboli" mi sa che leggi a favore della conciliazione, promozione del part-time, della tutela lavorativa delle donne con bambini almeno fino ai tre anni et simili non si vedrà l'ombra.
Peccato, perché così non se ne può più.
mamma felice ma disperatamente disoccupata
sabato 22 febbraio 2014
mercoledì 12 febbraio 2014
Gli stereotipi di genere : Un uomo, un giorno, nei panni di una donna (stereotipi inclusi)
Solo il tempo per inserire questo link.
Guardatelo guardatelo guardatelo e soprattutto fate girare. A me viene in mente solo la parola agghiacciante.
Nulla di nuovo certo, ma che angoscia tremenda. E come sappiamo essere distanti, tra esseri umani.
Da far vedere anche a mariti, fidanzati, amici maschi ecc.
http://27esimaora.corriere.it/articolo/un-giorno-nei-panni-di-una-donna-stereotipi-inclusi/
E non dimenticate di cercare dove, nella vostra città, si riuniranno le donne ( e gli uomini) per l'iniziativa internazionale promossa da Eve Ensler ONE BILLION RISING FOR WOMEN - STOP ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE, il 14 febbraio.
Un bacio
g
Guardatelo guardatelo guardatelo e soprattutto fate girare. A me viene in mente solo la parola agghiacciante.
Nulla di nuovo certo, ma che angoscia tremenda. E come sappiamo essere distanti, tra esseri umani.
Da far vedere anche a mariti, fidanzati, amici maschi ecc.
http://27esimaora.corriere.it/articolo/un-giorno-nei-panni-di-una-donna-stereotipi-inclusi/
E non dimenticate di cercare dove, nella vostra città, si riuniranno le donne ( e gli uomini) per l'iniziativa internazionale promossa da Eve Ensler ONE BILLION RISING FOR WOMEN - STOP ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE, il 14 febbraio.
Un bacio
g
sabato 30 novembre 2013
Diario dai mesi del freddo
Buongiorno, ben ritrovate e ritrovati, miei sparuti lettori.
Negli ultimi mesi molte cose hanno riempito la mia vita.
Ho ad esempio compiuto 40 anni Eh si, la fatidica meta.
Non che li cercassi, ma dopo i trenta ho capito che prima o poi ci sarei arrivata e non so dire perché ma la sensazione è che la cosa sia avvenuta velocemente. In mezzo c'è l'incontro con quello che è poi diventato il mio compagno di vita (in questo periodo, 10 anni fa), mille impegni e piccole sfide, anche lavorative, che hanno riempito i miei inverni lavorativi e non, la nascita di Giovanni, l'incidente e l'anno che è seguito, il matrimonio, l'arrivo di Anita, la ricerca della casa di cui poco ho scritto ma che ha preso un anno di energie e poi la ristrutturazione, che oltre alle energie ha rubato anche un po' di sogni, causa amici che si rivelano poco amici e mariti che vanno in grande crisi e si rivelano mariti in rodaggio.
Ora, che il trasloco è fatto - pur con molte scatole ancora in giro, e che gli equilibri e i legami sono in via di essere ristabiliti (quasi tutti, certe ferite sono ancora aperte e dolorose, ma sono utili pure quelle) e da un paio di mesi abbiamo dato una svolta, mi vien da dire che forse tanto veloci, questo anni, non lo sono stati. Il tempo non scorre a nostro piacimento, ma magari la mia percezione di velocità è legata ai miei ritmi, spesso forsennati anche quando dovrei o potrei rallentare. Ad esempio quando sono con i piccoli, che reclamano spesso "Tempo mamma, gioca con me" e io a rincorrere lavatrici, pentole e progetti fuori casa. Ho riflettuto molto e mi sono accorta che sono tale e quale mia madre, che mai avevo un momento per fermarsi con me, nè a parlare "Chiacchiere inutili!" nè, - orrore - a fare due passi e a perder tempo. E sono venuta su con una specie di ansia da mancanza di tempo (e di parole e abbracci e ascolto) che, pur riconoscendola come sbagliata, ho fatta mia. L'impegno dei prossimi mesi/anni è di lavorarci, di capire cosa va a stuzzicare delle mie incertezze l'idea di non finire le cose, di non dare importanza alle relazioni, ma sempre agli obiettivi, ai compiti da svolgere.
E di cose da scrivere ne avrei sempre tante, mi manca farlo. Ma quando mi vengono in mente non sono davanti al computer e quando ci sono ho troppo da fare, soprattutto a cercare lavoro, la mia ossessione, questa si.
Sarà che la laurea in lettere, dovevo capirlo, porta solo all'insegnamento, anche se con alterne sfortune nel nostro paese. Sarà che ho fatto i miei stage e le mie prove e la mia valanga di volontariato dall'età di 16 anni e posso dire che non devo dimostrare nulla a nessuno. Ma quando, come ieri, mi offrono un full-time ore 9 - 18 a 3.10 € l'ora, telefonista in rivista patinata, una parte di me ruggisce! Mi dico "Si, vai, almeno esci di casa e magari ne viene fuori qualcosa", ma poi aggiungo "Non posso cedere a un'offerta così umiliante, è sfruttamento e prendere poco per poco, tanto vale godermi figli e famiglia". Non so che fare, ma sono sempre più annichilita di fronte a una situazione paradossale, che sembra finta, un film pieno di errori e brutture. E invece è tutto vero e con me sono nella stessa situazione milioni di italiani!
E poi leggo di fantastiche mamme che scelgono di non lavorare e mi dico che a me è sfuggito qualcosa. A parte che dei soldi abbiamo bisogno, ma a me piace, io voglio fare qualcosa, mi piace uscire, fare, imparare, confrontarmi. Ma a ritmi umani (mammeschi dovrei scrivere, categoria sconosciuta a chi non ha prole) e retribuita decentemente.
A proposito di trovarsi nelle situazioni e di come si percepiscono e si attraversano, stamattina sono andata a leggermi l'ultimo post dell'ottima Estrellazul, che mi ha ancora una volta fatta sentire tanto partecipe dei suoi pensieri. Lo segnalo come ulteriore riflessione alle mie parole.
Chiudo con i miei piccoli, le mie gioie.
La casa nuova li ha gasati tantissimi, più spazio, più movimento, più cose da inventare. Noi siamo stati tanto presi dal trasloco e dal riordino e li abbiamo piazzati ora qua e ora là, e se ci penso hanno mantenuto un umore anche buono. Giovanni forse, ce la sta facendo un po' pagare. Tanta irritazione e urla, ma accanto a grandi abbracci e sorrisi e progetti per la sua camera, la sua casa, il suo giardino ecc. Ma si sta facendo amici e ci stiamo inserendo nelle attività del quartiere e se piano piano acquistiamo un po' di stabilità anche noi sono certa che tornerà sereno come è sempre stato, il mio piccolo sole.
Chiudo con un pensiero. Ho un'invidia grande per chi scrive spesso bei post su blog curati e piacevoli. Invidio perché vorrei farlo anch'io, ma non so dove trovano il tempo per farlo. Eppure hanno uno o due bambini, c'è chi ne ha tre! Magari qualcuna lavora pure. Io sono una veloce e piena di idee, ma il tempo per redarre un post, rileggerlo, inserirlo, corredarlo di foto ecc. non sono 10 minuti. Quindi invidio (senza tensione, un'invidia piccolina e tonta) e continuo a chiedermi. Aggiungo che mi sono anche un po' rotta di leggere tanti diari felici on-line, ma me lo dico e poi ci ricasco, perché in mezzo a tante chiacchiere c'è sempre l'idea interessante, il racconto da non perdere. Forse dovrei filtare meno e scrivere al volo quel che mi passa per la testa. Forse, forse tante cose...
Lascio un saluto e preparo la colazione per tutti. Oggi stiamo in famiglia, tutti e quattro assieme senza fare cose in casa, la prima volta da quando siamo qui.
Un bacio.
Negli ultimi mesi molte cose hanno riempito la mia vita.
Ho ad esempio compiuto 40 anni Eh si, la fatidica meta.
Non che li cercassi, ma dopo i trenta ho capito che prima o poi ci sarei arrivata e non so dire perché ma la sensazione è che la cosa sia avvenuta velocemente. In mezzo c'è l'incontro con quello che è poi diventato il mio compagno di vita (in questo periodo, 10 anni fa), mille impegni e piccole sfide, anche lavorative, che hanno riempito i miei inverni lavorativi e non, la nascita di Giovanni, l'incidente e l'anno che è seguito, il matrimonio, l'arrivo di Anita, la ricerca della casa di cui poco ho scritto ma che ha preso un anno di energie e poi la ristrutturazione, che oltre alle energie ha rubato anche un po' di sogni, causa amici che si rivelano poco amici e mariti che vanno in grande crisi e si rivelano mariti in rodaggio.
Ora, che il trasloco è fatto - pur con molte scatole ancora in giro, e che gli equilibri e i legami sono in via di essere ristabiliti (quasi tutti, certe ferite sono ancora aperte e dolorose, ma sono utili pure quelle) e da un paio di mesi abbiamo dato una svolta, mi vien da dire che forse tanto veloci, questo anni, non lo sono stati. Il tempo non scorre a nostro piacimento, ma magari la mia percezione di velocità è legata ai miei ritmi, spesso forsennati anche quando dovrei o potrei rallentare. Ad esempio quando sono con i piccoli, che reclamano spesso "Tempo mamma, gioca con me" e io a rincorrere lavatrici, pentole e progetti fuori casa. Ho riflettuto molto e mi sono accorta che sono tale e quale mia madre, che mai avevo un momento per fermarsi con me, nè a parlare "Chiacchiere inutili!" nè, - orrore - a fare due passi e a perder tempo. E sono venuta su con una specie di ansia da mancanza di tempo (e di parole e abbracci e ascolto) che, pur riconoscendola come sbagliata, ho fatta mia. L'impegno dei prossimi mesi/anni è di lavorarci, di capire cosa va a stuzzicare delle mie incertezze l'idea di non finire le cose, di non dare importanza alle relazioni, ma sempre agli obiettivi, ai compiti da svolgere.
E di cose da scrivere ne avrei sempre tante, mi manca farlo. Ma quando mi vengono in mente non sono davanti al computer e quando ci sono ho troppo da fare, soprattutto a cercare lavoro, la mia ossessione, questa si.
Sarà che la laurea in lettere, dovevo capirlo, porta solo all'insegnamento, anche se con alterne sfortune nel nostro paese. Sarà che ho fatto i miei stage e le mie prove e la mia valanga di volontariato dall'età di 16 anni e posso dire che non devo dimostrare nulla a nessuno. Ma quando, come ieri, mi offrono un full-time ore 9 - 18 a 3.10 € l'ora, telefonista in rivista patinata, una parte di me ruggisce! Mi dico "Si, vai, almeno esci di casa e magari ne viene fuori qualcosa", ma poi aggiungo "Non posso cedere a un'offerta così umiliante, è sfruttamento e prendere poco per poco, tanto vale godermi figli e famiglia". Non so che fare, ma sono sempre più annichilita di fronte a una situazione paradossale, che sembra finta, un film pieno di errori e brutture. E invece è tutto vero e con me sono nella stessa situazione milioni di italiani!
E poi leggo di fantastiche mamme che scelgono di non lavorare e mi dico che a me è sfuggito qualcosa. A parte che dei soldi abbiamo bisogno, ma a me piace, io voglio fare qualcosa, mi piace uscire, fare, imparare, confrontarmi. Ma a ritmi umani (mammeschi dovrei scrivere, categoria sconosciuta a chi non ha prole) e retribuita decentemente.
A proposito di trovarsi nelle situazioni e di come si percepiscono e si attraversano, stamattina sono andata a leggermi l'ultimo post dell'ottima Estrellazul, che mi ha ancora una volta fatta sentire tanto partecipe dei suoi pensieri. Lo segnalo come ulteriore riflessione alle mie parole.
Chiudo con i miei piccoli, le mie gioie.
La casa nuova li ha gasati tantissimi, più spazio, più movimento, più cose da inventare. Noi siamo stati tanto presi dal trasloco e dal riordino e li abbiamo piazzati ora qua e ora là, e se ci penso hanno mantenuto un umore anche buono. Giovanni forse, ce la sta facendo un po' pagare. Tanta irritazione e urla, ma accanto a grandi abbracci e sorrisi e progetti per la sua camera, la sua casa, il suo giardino ecc. Ma si sta facendo amici e ci stiamo inserendo nelle attività del quartiere e se piano piano acquistiamo un po' di stabilità anche noi sono certa che tornerà sereno come è sempre stato, il mio piccolo sole.
Chiudo con un pensiero. Ho un'invidia grande per chi scrive spesso bei post su blog curati e piacevoli. Invidio perché vorrei farlo anch'io, ma non so dove trovano il tempo per farlo. Eppure hanno uno o due bambini, c'è chi ne ha tre! Magari qualcuna lavora pure. Io sono una veloce e piena di idee, ma il tempo per redarre un post, rileggerlo, inserirlo, corredarlo di foto ecc. non sono 10 minuti. Quindi invidio (senza tensione, un'invidia piccolina e tonta) e continuo a chiedermi. Aggiungo che mi sono anche un po' rotta di leggere tanti diari felici on-line, ma me lo dico e poi ci ricasco, perché in mezzo a tante chiacchiere c'è sempre l'idea interessante, il racconto da non perdere. Forse dovrei filtare meno e scrivere al volo quel che mi passa per la testa. Forse, forse tante cose...
Lascio un saluto e preparo la colazione per tutti. Oggi stiamo in famiglia, tutti e quattro assieme senza fare cose in casa, la prima volta da quando siamo qui.
Un bacio.
venerdì 2 agosto 2013
Quattro anni con Giovanni
Quando quattro anni fa, verso le 14.00, sono diventata madre, ho capito che da questo non si torna indietro.
Oggi, quattro anni dopo, non solo ne sono convinta dall'evidenza dei fatti - la vita stravolta, la mancanza di tempo, la presenza perenne totale travolgente dei figli che oltretutto crescono, da soli, e senza annaffiarli! - ma capisco sempre più quanto mi abbia dato, più che togliere.
Giovanni, il mio primogenito, mi ha messa di fronte alla realtà e alla verità, che per me non sempre sono state coincidenti. Mi "insegna" ogni giorno, perché mi fa ripetere cose che io do per scontate, mi sostiene quando vacillo per le mie questioni ma anche per quelle della famiglia, perché lui non si ferma, crede che tutto sia possibile e così va avanti.
Io questi anni ci sono stati innumerevoli momenti pesanti, tristi, quasi luttuosi, scoraggianti, umilianti. Non sono stati anni facili per la nostra piccola famiglia. Tanta gioia ma anche tante prove. Ma la nascita dei bambini e loro, proprio come sono loro, ci da il passo, ogni giorno.
Mi ritengo immensamente fortunata di essere diventata madre.
Buon Compleanno amore mio e grazie di avermi scelta come mamma.
G
Oggi, quattro anni dopo, non solo ne sono convinta dall'evidenza dei fatti - la vita stravolta, la mancanza di tempo, la presenza perenne totale travolgente dei figli che oltretutto crescono, da soli, e senza annaffiarli! - ma capisco sempre più quanto mi abbia dato, più che togliere.
Giovanni, il mio primogenito, mi ha messa di fronte alla realtà e alla verità, che per me non sempre sono state coincidenti. Mi "insegna" ogni giorno, perché mi fa ripetere cose che io do per scontate, mi sostiene quando vacillo per le mie questioni ma anche per quelle della famiglia, perché lui non si ferma, crede che tutto sia possibile e così va avanti.
Io questi anni ci sono stati innumerevoli momenti pesanti, tristi, quasi luttuosi, scoraggianti, umilianti. Non sono stati anni facili per la nostra piccola famiglia. Tanta gioia ma anche tante prove. Ma la nascita dei bambini e loro, proprio come sono loro, ci da il passo, ogni giorno.
Mi ritengo immensamente fortunata di essere diventata madre.
Buon Compleanno amore mio e grazie di avermi scelta come mamma.
G
giovedì 4 luglio 2013
La Ca_ _a
C'è un libro che Giovanni adora dall'età di due anni, che gli ho letto decine di volte, partendo dalle figure fino alla lettura quasi completa, alla soglia dei quattro anni, ora che capisce quasi tutto: è La Cacca.
Da un paio di giorni è la lettura preferita, vai a capire perché, a qualsiasi ora e mi chiedo perché mi dia tanta nausea leggerlo prima di colazione o dopopranzo. Sarà che raccontare di consistenza odore colore e contenuti di questo prodotto animale, tanto naturale quanto "innominabile", come dice il titolo è naturalmente... rivoltante? Ma cosa non si fa per fare apprezzare la lettura. E quindi cacca sia.
E però lo consiglio dal punto di vista scientifico, fa parte della collana della Casa Editrice Editoriale Scienza, specializzata in divulgazione scientifica dagli zero ai 90 anni. Immagini splendide, spiegazioni elementari, non senza ironia, arguzia, raffinati commmenti. Non tratta il bambino come un ignorante, ma come un essere curioso e capace di distinguere un suggerimento che porti a ragionare. Splendido.
Oggi accanto a Giovanni c'è Alessandro, cuginetto di 5 anni rimasto a dormire e la Cacca appassiona anche lui...
Buona giornata.
Da un paio di giorni è la lettura preferita, vai a capire perché, a qualsiasi ora e mi chiedo perché mi dia tanta nausea leggerlo prima di colazione o dopopranzo. Sarà che raccontare di consistenza odore colore e contenuti di questo prodotto animale, tanto naturale quanto "innominabile", come dice il titolo è naturalmente... rivoltante? Ma cosa non si fa per fare apprezzare la lettura. E quindi cacca sia.
E però lo consiglio dal punto di vista scientifico, fa parte della collana della Casa Editrice Editoriale Scienza, specializzata in divulgazione scientifica dagli zero ai 90 anni. Immagini splendide, spiegazioni elementari, non senza ironia, arguzia, raffinati commmenti. Non tratta il bambino come un ignorante, ma come un essere curioso e capace di distinguere un suggerimento che porti a ragionare. Splendido.
Oggi accanto a Giovanni c'è Alessandro, cuginetto di 5 anni rimasto a dormire e la Cacca appassiona anche lui...
Buona giornata.
giovedì 30 maggio 2013
Ciao Franca
Ieri è morta Franca Rame. Non la conoscevo abbastanza, ma tanto da sapere quanto mancherà.

In questo nostro povero paese lascia un grande vuoto, per cultura, ironia, intelligenza e coerenza.
Vorrei avere metà del suo coraggio. Ascolta, leggi e pensa.
Grazie Franca

In questo nostro povero paese lascia un grande vuoto, per cultura, ironia, intelligenza e coerenza.
Vorrei avere metà del suo coraggio. Ascolta, leggi e pensa.
Grazie Franca
sabato 20 aprile 2013
Due mesi come duecento...

I piccoli dormono ancora, velocissima incursione con il timore di sentire l'urlo del risveglio da un momento all'altro.
Due mesi velocissimi e al tempo stesso eterni.
Sono stanca e sfiduciata: la nuova casa, la mia relazione sentimental-matrimoniale, le prospettive lavorative, le amicizie, la siuazione mondiale ma anche locale. Uno schifo.
No, non sono catastrofista, ne sono successe troppe tutte insieme e purtroppo in parte me le sono cercate quindi da brava formichina (non sono capace di essere cicala, lo sto capendo e ci tornerò) cerco di capire dove ho sbagliato e rimediare ma nulla sembra spostarsi, come un maciglio tutto grava.
Per la casa ci siamo fidati di un amico, architetto, con cui le cose non stanno andando nel verso migliore causa aumenti di costi (suoi e non solo) e tensioni a non finire. Dico solo che mi sono fatta una settimana di antinfiammatori più massaggio per sbloccare una tensione al collo e spalle e braccio sinistro che non mi faceva dormire. Ora è passato allo stomaco. Le cose avanzano lentamente e non siamo certi che vadano bene, ma la situazione è talmente tesa che si fatica anche a fare domande esplicite. Vedremo.
Intanto i soldi vanno, bonifico dopo bonifico paghiamo i lavori e il mio, di lavoro, non arriva. So della crisi mondiale e italiana ma mi preoppupo della mia realtà: sono ormai troppi mesi che raggranello poche ore la settimana con una specie di volontariato in un'associazione, di più non salta fuori. L'angoscia mi blocca il respiro e mi fa sragionare e se non ci fossero i bambini non so dove sarei finita. Le ore a casa con i piccoli non riesco a viverle come una scelta, ma mi pesano perché non so come andare avanti, mi sento esclusa dal mondo del lavoro. Sarà anche un punto di vista, ma per ora è molto forte. Non mi dilungo su questo perché non mi lamento con gli amici, figurati su un blog, ma è nera, nerissima.
E il mondo va alla rovescia: attentati, femminicidio, pedofilia, ruberie, denutrizione, incapacità di eleggere un Presidente, scandali e menzogne e molto altro. Che brutta razza siamo noi esseri umani.
Il mio compagno di vita (?) diciamo che non è uno che reagisce bene alle grandi crisi, o, meglio, a quelle che ritiene siano responsabilità di altri. E scarica tensioni e rabbia contro i presunti responsabili, cioè me. Anche qui non aggiungo altro, è storia di tanti altri e di tutti i giorni, ma fa male. I sogni, le speranze, il sentimento profondo, non trovano sfogo ma nemmeno ascolto. Tante relazioni crescono dalle crisi e forse accadrà anche a noi, ma mi chiedo se ogni giorno perso non sia un errore grande, ogni sorriso mancato non sia una perdita. Mi sento sola.
In questo periodo-deserto mi tengono in piedi i piccoli, qualche amica e amico, la tenacia (o meglio il ricordo della mia tenacia...), il tran tran quotidiano e un lumicino di speranza che spero non si spenga.
Chiudo con un sorriso stanco e mi dedico alle consuete amate/odiate faccende domestiche.
Iscriviti a:
Post (Atom)

